Il Gran Caffè La Caffettiera di Piazza dei Martiri a Napoli è un affascinante punto d'incontro, unico per la ricercata eleganza, valorizzato da una pasticceria e gastronomia napoletana di alta scuola.
Ancora oggi nei vicoli di Napoli e nella zona di Porta Capuana, una delle antiche porte di accesso alla città, soprattutto in inverno si trovano bancarelle che vendono "'o bror'e purpo" (brodo di polpo). Su un fornello a carbone, in una grossa pentola che fuma in continuazione, si fa cuocere in abbondante acqua, "'o purpo s'adda cocere cu' l'acqua soja".
La pizza fritta è una vecchia pietanza della tradizione gastronomica partenopea ed è associata all'espressione napoletana "a ogge a otto", ovvero la mangio oggi e la pago tra otto giorni. Era uno dei pochi alimenti accessibili al popolino pieno di debiti che viveva nei vicoli di Napoli ed in particolare nei bassi, monolocali senza finestra a livello stradale, simbolo della Napoli povera e teatro di tutte le vicende più folcloristiche della città.
Gli struffoli sono il dolce napoletano più antico e tipico del periodo Natalizio. Due famosi trattati di cucina del 1600, il Latini e il Nascia, citano come “strufoli - o anche struffoli - dei dolci preparati alla stessa maniera degli struffoli napoletani anche se la loro invenzione pare non sia attribuibile ai napoletani ma ai Greci ed è dal greco che deriverebbe il nome “struffolo”: precisamente dalla parola “strongoulos”, arrotondato.
Il caffè come ben sappiamo ha diverse proprietà benefiche per il nostro corpo e non solo...ultimamente da alcune ricerche effettuate sui chicchi si è potuto constatare che esso è anche produttore di energia pulita.
Immaginate i vicoli di Napoli, immaginate una domenica di sole, il mare e la tavola "apparecchiata", dove per l'occasione intorno ad essa si raduna tutta la famiglia, unica eccezione il tavolo dei bambini, che era " a parte", sì perchè il tavolo bello era per i grandi, e allora, come potrebbe mancare sulle tavole dei napoletani, specie in questo giorno, il celebrato ragù? Quello che le nostre nonne preparavano nel loro esclusivo sacrario "a' cucina" e che aveva bisogno di almeno due giorni di cottura, cura e attenzione perché fosse "tirato e zucuso" .
Il Finger Food nasce formalmente nel 2002 da una derivazione della cucina classica, già patrimonio culturale enogastronomico, denominato "Petites Bouches", che consisteva in un'idea gastronomica collocabile ad inizio pasto che poteva essere mangiato in punta di dita, piccoli aperitivi, privi di un'essenziale codifica legata non solo alla dimensione ma all'intera struttura.
Il Gran Caffè La Caffettiera, grazie alla particolare attenzione che ripone ai prodotti di eccellenza, allo stile degli ambienti, agli arredi, al gusto dei prodotti e a tutti quegli elementi...
Non c'è nulla come una tazzina di caffè che riesca a riconciliarci con una giornata iniziata male o che stenta a decollare. Il piacere di un espresso preparato ad arte che con il suo aroma riesce a risvegliarci...